Il porfido trentino una storia lunga oltre 280 milioni di anni

Il porfido trentino una storia lunga oltre 280 milioni di anni

gennaio 10, 2019

L’altipiano del Calisio (che interessa i Comuni di Albiano, Civezzano, Fornace e Trento) rappresenta oggi, come nel passato, un luogo estremamente importante per la ricchezza del suo sottosuolo. La montagna che sorge sopra gli abitati della collina est di Trento, veniva chiamata in periodo medievale Argentario per via dei suoi giacimenti d’argento dai quali, attraverso il lavoro dei canòpi (dal tedesco Knappen, minatori e lavoratori dell’argento provenienti dalle regioni germaniche), veniva estratto il metallo prezioso utilizzato per le necessità del Principe Vescovo e per produrre la moneta coniata a Trento.

Dal Calisio provengono anche il Rosso Trento ed il dosis, pietre ammonitiche, con le quali venne costruita la città di Trento. Questo materiale fu scelto per la sua reperibilità ma voluto anche perché il colore bianco/rosso era di fatto quello del principato vescovile di Bernardo Clesio (Cles, 1485 – Bressanone 1539), al quale si deve il grande impulso per il rifacimento della città in vista del Concilio della Controriforma (1545-1563). Queste sono le pietre che ancora oggi caratterizzano, assieme al porfido, utilizzato per la pavimentazione, palazzi e strade del centro storico di Trento.

I fronti di alcune di queste cave, ora non più attive e trasformate in spazi verdi, sono ancora visibili: da Villamontagna al Parco delle Coste, dalle “Laste” alla “Predara”. Negli anni ’90 il Comune di Trento in previsione della riqualificazione del centro storico ha fatto riaprire la Cava di Pila, situata nella zona di Villamontagna all’interno dell’Ecomuseo dell’Argentario. La cava storica è stata sistemata e messa in sicurezza ed è ora utilizzata per visite guidate e come palcoscenico naturale per spettacoli ed eventi.

E’ il porfido oggi la ricchezza principale del sottosuolo del Calisio!

La sua storia inizia 280 Milioni di anni fa quando, a causa di numerose eruzioni vulcaniche, enormi quantità di ceneri e lave si depositarono e raffreddarono creando depositi di porfido che potevano raggiungere anche i 2 km. Questa roccia durissima caratterizza oggi la Val di Cembra e viene estratta principalmente nei comuni di Albiano e Fornace, dove il fronte cava ha creato un suggestivo paesaggio, quasi lunare, caratterizzato da gradoni a cielo aperto.

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